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Produttore

Angelo Barbagallo

"Le cose che restano" è la terza parte d'un progetto complessivo partito grazie a Rulli e Petraglia e a Rai Fiction per raccontare l'Italia dal dopoguerra ad oggi. Ho prodotto prima "La vita che verrà" con la regia di Pasquale Pozzessere, poi "La meglio gioventù" con la regia di Marco Tullio Giordana. Il film di Giordana si fermava agli inizi degli anni '90 e volevamo assolutamente arrivare al terzo capitolo di questa "saga". Dopo un periodo di riflessione Sandro e Stefano hanno scritto un soggetto intitolato "La casa", un titolo da film horror, che per fortuna si è poi trasformato ne "Le cose che restano", centrato sulla storia d'una famiglia che attraversa oggi gli eventi sociali più significativi nel nostro paese. Il soggetto aveva una struttura molto chiara, in quattro puntate, con un passo narrativo molto disteso, epico, in contrasto con i ritmi sincopati e frenetici a cui siamo abituati. Dava la possibilità di entrare dentro le storie di tutti i personaggi, d'indagarli a fondo.

Cercavo un regista che potesse aggiungere qualcosa alla storia così com'era successo per gli episodi precedenti. Anche stavolta siamo stati molto fortunati. Tavarelli ha fatto un ottimo lavoro, ha tenuto in mano il filo d'un racconto assai complesso con tanti personaggi molto diversi tra loro che passano dalla gioia alla disperazione, dal dolore alla felicità ma tutto raccontato con leggerezza e vitalità. Spero che la Rai voglia continuare a impegnarsi in progetti ambiziosi come questi e sono felicissimo che a coronamento dei nostri sforzi "Le cose che restano" possa essere presentato in anteprima al Festival di Roma, su grande schermo, proiettato tutto in una volta e con un intervallo al centro, un po' come era accaduto per "La meglio gioventù".

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