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Alessandro Sperduti

nel ruolo di Lorenzo

Ho iniziato a recitare nel 1998, a 9 anni, con "Il tesoro di Damasco", una storia fantasy per Mediaset girata in mezzo al deserto. Fin da piccolo avevo una passione per il cinema, per la tv. Ho fatto i primi provini quasi per gioco, grazie all'intervento di mia sorella, e dopo qualche mese mi hanno scelto per quel primo lavoro. Poi ho proseguito e spero che continui, mi piace tantissimo! Fare l'attore e studiare contemporaneamente a scuola è stato abbastanza tosto, però i professori mi hanno sempre aiutato. Finito il liceo mi sto dedicando full time al mestiere di attore, vorrei seguire una scuola di recitazione. In questi anni ho interpretato una quindicina di ruoli, tra grandi e piccoli, e ho fatto anche teatro a fianco di Rossella Falk.

Non so quanti altri attori abbia visto Gianluca Tavarelli prima di scegliere me per "Le cose che restano". Mi sono subito affezionato alla mia parte perché è scritta in modo pazzesco. Già nel provino si rivelava il carattere del mio personaggio che è molto pieno di vita, espansivo, positivo. Ho girato circa otto giorni, poiché Lorenzo compare solo nel prologo. Era la prima volta che mi capitava la morte d'un personaggio e già leggendo la sceneggiatura ero rimasto scioccato. Ho tentato di rendere al meglio la sua grande gioia di vivere.

Per me è stata davvero un'esperienza fantastica prendere parte a un cast così importante, una fortuna poter imparare da loro. È un piccolo grande ruolo che esercita un'influenza in tutto l'arco della vicenda. "Le cose che restano" secondo me rappresenta molto bene il nostro presente, affronta molte tematiche attuali con naturalezza e con partecipazione.

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